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Luca freschi porta la sua arte alla raccolta lercaro di bologna

La Raccolta Lercaro di Bologna si appresta a vivere un evento artistico di grande importanza: l’inaugurazione della personale di Luca Freschi, intitolata “Se chiudo gli occhi il buio non mi vede – Atto II”, prevista per il 23 gennaio 2025. Questo progetto espositivo, curato da Niccolò Bonechi e realizzato in collaborazione con la Galleria L’Ariete arte contemporanea, segna l’inizio dell’anno artistico per questo prestigioso spazio bolognese, rappresentando la continuazione di un percorso iniziato con “Atto I”, inaugurato nel novembre 2024.

La mostra si inserisce nell’ambito dell’Art City Bologna 2025, in concomitanza con la rinomata ArteFiera, un evento che ogni anno attira un pubblico variegato di appassionati d’arte, collezionisti e critici. La Raccolta Lercaro, con la sua collezione ricca di opere d’arte contemporanea e antica, si conferma un contesto ideale per ospitare lavori che riflettono sulla fragilità e sulla complessità della condizione umana, temi cari a Freschi.

L’arte di Luca Freschi

Luca Freschi, artista romagnolo, è noto per la sua capacità di esplorare la profondità interiore attraverso l’arte. Nella sua ultima ricerca, si concentra sul concetto di vanitas, un tema che invita a riflettere sulla fugacità della vita e sul memento mori, un richiamo alla mortalità che è parte integrante della tradizione artistica. Freschi utilizza la terracotta ceramica come medium principale, un materiale che conferisce autenticità alle sue opere e permette una grande varietà di espressioni formali.

Le opere esposte nella Project Room della Raccolta Lercaro sono tutte realizzate in terracotta, molte delle quali create appositamente per questo spazio. Questo conferisce alla mostra un carattere unico e irripetibile. L’allestimento prevede una combinazione di opere scultoree a parete e a tutto tondo, disposte in un percorso espositivo non lineare, che invita il visitatore a esplorare l’eterogeneità della produzione artistica di Freschi.

Opere in evidenza

Tra le opere più significative della mostra si possono citare:

  1. Cariatidi: sculture monumentali che evocano la tradizione classica e la sua reinterpretazione contemporanea. Queste figure longilinee non solo abbelliscono lo spazio, ma invitano a riflessioni sul concetto di sostegno e protezione.

  2. Fine di Dio: una nuova serie che omaggia il maestro Lucio Fontana, dove l’artista gioca con forme e colori per creare una sensazione di trascendenza, sfidando il visitatore a confrontarsi con l’idea della divinità e della sua assenza.

  3. Pavimenti d’ombra: opere che evocano fragilità e instabilità della vita, ricordando che la bellezza può emergere anche dagli aspetti più vulnerabili dell’esistenza.

  4. Breviari: rappresentano la preziosità del quotidiano, invitando a una contemplazione più profonda delle piccole cose che compongono la nostra vita.

Un invito alla riflessione

Luca Freschi, attraverso la sua opera, ci invita a riflettere sull’importanza del momento presente, sull’arte come strumento di introspezione e sull’essenza della condizione umana. La sua ricerca artistica dialoga con le tradizioni storiche, ma si proietta verso il futuro, interrogandosi su ciò che significa essere vivi in un mondo in continuo cambiamento.

La mostra “Se chiudo gli occhi il buio non mi vede – Atto II” rappresenta un’opportunità imperdibile per chi desidera avvicinarsi all’arte contemporanea e scoprire come un artista riesca a trasformare la materia in emozione e il pensiero in forma. Concludendo la sua personale alla Raccolta Lercaro, Freschi stimola il pubblico a guardare oltre la superficie, invitando ciascuno a trovare il proprio significato all’interno delle sue opere.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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Stefania Palenca

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