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Anche quest’anno il Festival de “Le Vie dei Tesori” e la Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia si sono uniti per promuovere e valorizzare alcuni dei luoghi più belli del patrimonio artistico e culturale di Palermo.

Domenica 1 novembre un'insolita #passeggiata nel giardino arabo di #Maredolce, tra profumatissimi aranceti, verdeggianti palme e placide acque.

Sempre domenica mattina in #bicicletta con le guide GTA alla scoperta dei tesori arabo-normanni (Zisa, Cuba, San Giovanni degli Eremiti, Ponte dell'Ammiraglio, Maredolce).

Per info e prenotazioni: www.leviedeitersori.com

29 ottobre 2020

Il 3 e 4 maggio, presso il Teatro S. Cicero di Cefalù si é svolta

la Seconda Conferenza regionale dei siti UNESCO della Sicilia: “IL NETWORK DEI PATRIMONI CULTURALI E NATURALI”, dedicata ai temi della tutela, valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, con uno specifico riferimento alla governance dei siti patrimonio dell’umanità.

Promossa dal Comitato di Pilotaggio del sito seriale “Palermo Arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale” e dalla Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, la conferenza si è svolta alla presenza dei sindaci dei comuni in cui ricadono siti UNESCO e del Presidente della Regione, riscuotendo un’ottima e sentita partecipazione di pubblico e delle diverse Istituzioni e organizzazioni, con attenzione alla narrazione e condivisione delle buone pratiche ed esperienze a livello regionale e nazionale.

   L’obiettivo che è stato posto alla base dei lavori, è la realizzazione di un sistema unitario di gestione e di coordinamento dei siti culturali e naturali della regione Sicilia, valorizzando i patrimoni riconosciuti dall’UNESCO quali attrattori culturali e naturali della Sicilia a forte valenza turistica nazionale e internazionale unici al mondo per la varietà culturale, naturale, paesaggistica e di stili di vita, migliorandone le politiche di tutela e valorizzazione attraverso una strategia unitaria.

   Una visione comune, un progetto condiviso, che si basi su analoghi strumenti di comunicazione.     

   Con l’obiettivo di costruire, attraverso la tesorizzazione delle best practices, presenti anche a livello locale, una nuova prospettiva di valorizzazione e un coordinamento regionale stabile, aggiornando gli attuali Piani di Gestione dei siti, dotandosi di strumenti idonei per la valorizzazione, delineando un’efficace governance di tutto il Patrimonio UNESCO della Sicilia.

     Centrale è stato il dibattito sulle prospettive di governance e della pianificazione a cui il Presidente della Regione Nello Musumeci ha prestato particolare attenzione, ponendosi in ascolto subito dopo il suo intervento nel corso della prima giornata.  Unanime il suggerimento di una Legge regionale che renda uniforme per i sette siti della Regione l’istituzione di un unico Ente gestore, come efficacemente realizzato per il sito seriale arabo-normanno che interessa Palermo, Monreale e Cefalù, unitamente alla creazione di un coordinamento regionale degli Enti gestori, in grado di favorire sinergie e innovazione negli approcci di governance.  Importanti le riflessioni apportate dai relatori sull’imprescindibile legame tra ambiente e sostenibilità e sulla centralità della persona quale portatrice di un diritto al Patrimonio culturale, come enunciato nella “Convenzione di Faro”. È stata ribadita l’importanza di una politica culturale propositiva, proattiva e innovativa perché inclusiva e in grado di coinvolgere talento, idee e competenze. 

   “Guardiamo ai contenuti e non ai contenitori”, è l’auspicio sotto cui deve nascere una legge regionale per disciplinare la governance e la valorizzazione del vasto e ricco Patrimonio culturale e naturale Unesco in Sicilia.    

Il network del patrimonio culturale e naturale Sicilia

  1. 7 siti del Patrimonio materiale: la Valle dei Templi di Agrigento; la Villa Romana dei Casale di Piazza Armerina; le isole Eolie; Monte Etna; Siracusa e le necropoli di Pantalica; Le Città Tardo-Barocche del Val di Noto; Palermo Arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale.
  2. 2 Global Geopark: Madonie e Rocca di Cerere

n. 4 siti del Patrimonio Immateriale: Alberello da vite di Pantelleria; l’Opera dei Pupi; la Dieta mediterranea; L’arte dei muretti a secco (per questi ultimi due la Sicilia è territorio rappresentativo).

Chiusure scolastiche in tredici paesi per contenere la diffusione di COVID-19 stanno interrompendo l’istruzione di 290,5 milioni di studenti a livello globale, una cifra senza precedenti. L’UNESCO fornisce un supporto immediato ai paesi, comprese soluzioni per l’apprendimento a distanza inclusivo.

Sebbene le chiusure temporanee delle scuole a causa della salute e di altre crisi non siano nuove, sfortunatamente, la scala e la velocità globali dell’attuale interruzione dell’istruzione non hanno eguali e, se prolungate, potrebbero minacciare il diritto all’istruzione.

Il direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay

“Stiamo lavorando con i paesi per garantire la continuità dell’apprendimento per tutti, in particolare i bambini e i giovani svantaggiati che tendono a essere i più colpiti dalle chiusure delle scuole”, ha dichiarato il direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay. “Sebbene le chiusure scolastiche temporanee a causa della salute e di altre crisi non siano nuove purtroppo, la scala e la velocità globali dell’attuale interruzione dell’istruzione non hanno eguali e, se prolungate, potrebbero minacciare il diritto all’istruzione”.

L’UNESCO convoglierà una riunione di emergenza dei ministri dell’istruzione il 10 marzo per condividere le risposte e le strategie per mantenere la continuità dell’apprendimento e assicurare l’inclusione e l’equità.

A partire dal 4 marzo, 22 paesi in tre diversi continenti hanno annunciato o attuato la chiusura delle scuole. Solo due settimane fa, la Cina è stata l’unica nazione a imporre chiusure.

Da allora, tredici paesi hanno chiuso le scuole a livello nazionale, con un impatto di 290,5 milioni di bambini e giovani che normalmente frequentano le classi preprimarie e secondarie superiori. Altri nove paesi hanno implementato chiusure scolastiche localizzate per prevenire o contenere COVID-19. Se questi paesi ordinassero anche la chiusura di scuole a livello nazionale, impedirebbe a 180 milioni di bambini e giovani di frequentare la scuola.

In risposta, l’UNESCO sta supportando l’implementazione di programmi di apprendimento a distanza su larga scala e sta raccomandando applicazioni e piattaforme educative aperte che le scuole e gli insegnanti possono utilizzare per raggiungere gli studenti in remoto. L’organizzazione sta condividendo le migliori pratiche per sfruttare le tecnologie mobili a basso costo a scopo di insegnamento e apprendimento per mitigare l’interruzione dell’istruzione.

La chiusura delle scuole, anche se temporanea, è problematica per numerosi motivi. Il primo è una riduzione del tempo di istruzione, che influisce sui risultati dell’apprendimento. Quando le scuole chiudono, le prestazioni educative ne risentono. L’interruzione della scolarizzazione porta anche ad altre difficoltà a misurare le perdite, compresi gli inconvenienti per le famiglie e la riduzione della produttività economica mentre i genitori lottano per bilanciare gli obblighi lavorativi con l’assistenza all’infanzia. Le chiusure aggravano anche le disuguaglianze educative: le famiglie economicamente avvantaggiate tendono ad avere livelli di istruzione più elevati e più risorse per colmare le lacune di apprendimento e fornire attività di arricchimento ai bambini che non possono frequentare la scuola.

L’UNESCO sta lavorando con urgenza per rispondere a COVID-19, una grave crisi sanitaria che ora riguarda l’intero pianeta. L’organizzazione continuerà a monitorare le dimensioni, le dimensioni e la diffusione geografica delle chiusure scolastiche e sarà pronta a supportare i paesi quando adotteranno adeguate misure inclusive.

Per ulteriori informazioni e dati paese per paese:
https://en.unesco.org/themes/education-emergencies/coronavirus-school-closures

Per ulteriori informazioni su Education in Emergencies:
https://en.unesco.org/themes/education-emergencies

Domenica, 22 Marzo 2020 07:17

Cambiamenti climatici e patrimonio mondiale

Le proprietà del patrimonio mondiale sono influenzate dagli impatti dei cambiamenti climatici attuali e futuri. La loro continua conservazione richiede la comprensione di questi impatti per il loro eccezionale valore universale e una risposta efficace a essi.
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