Negli ultimi anni, il sistema degli assegni familiari ha subito profondi cambiamenti, e le notizie recenti non sono affatto rassicuranti.
L’INPS, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ha recentemente comunicato che molti beneficiari potrebbero trovarsi senza alcun aiuto economico, anche nel caso in cui abbiano un numero elevato di figli a carico. Questa situazione, se confermata, rappresenterebbe un duro colpo per chi già vive in condizioni di difficoltà economica.
L’assegno familiare, un istituto introdotto nel 1946, è stato concepito per supportare le famiglie numerose e a basso reddito. Nel corso degli anni, la modalità di erogazione e gli importi stessi hanno subito numerose modifiche. Attualmente, il sostegno viene calcolato in base al numero di familiari conviventi a carico e al reddito complessivo del nucleo familiare, con importi che variano ogni anno. Inuovi criteri di accesso potrebbero escludere molte famiglie dalla possibilità di ricevere anche un solo euro, creando un senso di incertezza e preoccupazione tra i beneficiari.
Nuovi limiti di reddito e conseguenze
La questione degli assegni familiari è particolarmente rilevante in un contesto in cui, secondo le stime, il numero di famiglie in difficoltà economica è in aumento. La crisi economica e le conseguenze della pandemia hanno aggravato la situazione di molti cittadini, rendendo gli aiuti economici più necessari che mai. L’INPS ha stabilito nuovi limiti di reddito per l’accesso agli assegni familiari, che potrebbero escludere una fetta significativa di popolazione. Ad esempio:
- Famiglie con redditi al di sopra di una certa soglia potrebbero non ricevere alcun sostegno.
- Le famiglie con più figli a carico rischiano di non ottenere aiuti nonostante le loro necessità economiche.
I valori degli assegni familiari, per quanto ridotti, rappresentano comunque un aiuto per chi vive in condizioni di precarietà. Gli importi mensili per gli assegni familiari variano a seconda della categoria di beneficiari e delle condizioni lavorative. Per esempio, i coltivatori diretti e i piccoli agricoltori possono ricevere un assegno mensile di 8,18 euro per ciascun figlio a carico, mentre i pensionati delle gestioni speciali possono arrivare a percepire fino a 10,21 euro.

Negli ultimi anni si è assistito a una crescente diversificazione delle misure di sostegno economico. L’Assegno Unico e Universale, introdotto nel 2021, ha sostituito molti dei precedenti strumenti di sostegno, promettendo di semplificare l’accesso agli aiuti. Questo nuovo sistema, che si basa sull’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), offre importi variabili a seconda del reddito. Richiede comunque un’attenta pianificazione e una domanda annuale all’INPS.
Per le famiglie con bambini, ci sono anche altri bonus, come il bonus asilo nido, legato al reddito. Per i figli nati entro il 31 dicembre 2023, l’importo può variare:
- Fino a 3.000 euro per i nuclei con un ISEE fino a 25.000 euro.
- 1.500 euro per quelli con un ISEE superiore a 40.000 euro.
Questa situazione di incertezza e cambiamento nel panorama degli aiuti alle famiglie ha suscitato preoccupazione tra le associazioni di categoria e i sindacati, che temono che l’azzeramento degli assegni familiari possa aggravare la già precaria situazione economica di molte famiglie italiane.
In questo contesto di incertezze, le famiglie si trovano a dover affrontare un futuro incerto, con la necessità di adattarsi a un sistema di assistenza in continua evoluzione. La speranza è che le autorità competenti possano rivedere i criteri di accesso agli assegni familiari e garantire un aiuto alle famiglie che più ne hanno bisogno, per evitare che la mancanza di supporto economico possa compromettere il benessere di intere generazioni.