La Dieta Mediterranea

Il 16 novembre 2010 a Nairobi l’UNESCO, ha inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale Intangibile dell’Umanità la Dieta Mediterranea, la cui proposta d’iscrizione è stata avanzata in maniera congiunta da Italia, Spagna, Grecia e Marocco in base ai seguenti criteri:

Criterio 1 L’elemento costituisce un patrimonio culturale immateriale di cui all’articolo 2 della Convenzione.

“La dieta mediterranea è un insieme di pratiche tradizionali, conoscenze e competenze tramandate di generazione in generazione e fornire un senso di appartenenza e di continuità per la popolazione di riferimento”.

Criterio 2 L’iscrizione dell’elemento contribuirà a garantire la visibilità e la consapevolezza del significato del patrimonio culturale immateriale e a incoraggiare il dialogo, rispecchiando così la diversità culturale in tutto il mondo e testimoniando la creatività umana.

“La sua iscrizione sulla Lista rappresentativa potrebbe dare più ampia visibilità alla diversità patrimonio culturale immateriale e promuovere il dialogo interculturale a livello regionale e internazionale”.

Criterio 3 Sono elaborate delle misure volte a salvaguardare, tutelare e promuovere l’elemento.

“La nomina descrive una serie di impegni di salvaguardia intrapresi in ogni paese, insieme con un piano di misure transnazionali volte ad assicurare la trasmissione alle generazioni più giovani e promuovere la consapevolezza della dieta mediterranea”.

Criterio 4 L’elemento è incluso in un inventario del patrimonio culturale immateriale presente sul territorio dello Stato richiedente, o degli Stati richiedenti, ai sensi dell’articolo 11 e articolo 12 della Convenzione.

La nomina è il risultato della stretta collaborazione degli enti ufficiali nei quattro Stati, sostenuto dalla partecipazione attiva delle comunità, e include prova del libero preventivo e informato consenso di quest’ultime”.

Criterio 5 L’elemento è incluso in un inventario del patrimonio culturale immateriale presente sul territorio dello Stato richiedente, o degli Stati richiedenti, ai sensi dell’articolo 11 e articolo 12 della Convenzione.

“La dieta mediterranea è stata inclusa nel registro del patrimonio culturale immateriale nei quattro Stati in questione e sarà inclusa in un inventario transnazionale del Mediterraneo che è in corso”.

Dichiarazione di eccezionale valore universale e giustificazione d’iscrizione

“La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo” – si legge nella decisione del Comitato di valutazione per l’iscrizione dell’Unesco – “la dieta mediterranea comprende molto più che il solo cibo. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetudini sociali ed eventi festivi. Essa ha dato alla luce a un formidabile corpo di conoscenze, canzoni, proverbi, racconti e leggende”.

La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende.

La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo come nelle zone della Soria in Spagna, Koroni in Grecia, Cilento in Italia e Chefchaouen in Marocco. Le donne svolgono un ruolo indispensabile nella trasmissione delle competenze, così come della conoscenza di riti, gesti tradizionali e celebrazioni, e nella salvaguardia delle tecniche.

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