L’UNESCO e la Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità

L’UNESCO, United Educational Scientifical and Cultural Organization (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) è un’istituzione intergovernativa che nacque nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite, il 16 novembre 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, in seguito alla firma dell’Atto Costitutivo da parte di 37 paesi ed entrò operativamente in funzione il 4 novembre dell’anno successivo.
I rappresentanti degli stati partecipanti decisero in quell’occasione di creare un’organizzazione destinata a istituire una vera cultura di pace: l’UNESCO. Essa vuole promuovere la cooperazione tra gli Stati in ambito culturale, educativo e scientifico, contribuendo a stimolare il rispetto della giustizia, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali senza distinzione di razza, credo, sesso e lingua, per raggiungere uno sviluppo più equilibrato per le diverse civiltà.
Nell’atto costitutivo, lo scopo dell’Organizzazione è così definito:
“Contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza rafforzando, attraverso l’educazione, la scienza e la cultura, la collaborazione tra nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione, che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli”.

Le attività specifiche dell’UNESCO sono suddivise in 5 macroambiti:

  1. Educazione;
  2. Scienze naturali;
  3. Scienze Umane e Sociali;
  4. Cultura;
  5. Comunicazione e dell’informazione.

L’attenzione alle valenze ambientali e paesaggistiche, alla cultura, all’arte e alla sua storia è stata una delle prime attività caratteristiche dell’UNESCO. L’impegno dell’UNESCO nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale dell’umanità è universalmente riconosciuto come unico e fondamentale. Tra i governi e le associazioni culturali mondiali non esiste uno strumento di cooperazione a esso comparabile.
L’UNESCO è, infatti, conosciuta principalmente per l’individuazione e il riconoscimento del cosiddetto Patrimonio Mondiale dell’Umanità, costituito sia da testimonianze storico-artistiche, architettoniche e archeologiche, sia da siti ambientali e naturalistici, ma anche da forme culturali immateriali, come le culture orali, i saperi, le consuetudini o le tradizioni. Questo compito di conservare e proteggere la cultura umana assume la forma attuale, oggi conosciuta, dopo l’adozione della “Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale” del 16 novembre 1972, con la quale gli Stati partecipanti hanno assunto l’obbligo (art. 4 della Convenzione) di garantire l’identificazione, la protezione, la conservazione, la valorizzazione e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale situato nel loro territorio. A tale proposito è stato istituito presso l’UNESCO - Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura - (art. 11 della Convenzione) - un Comitato intergovernativo per la tutela del patrimonio culturale e naturale mondiale, denominato “Comitato del Patrimonio Mondiale”.
Il Comitato, sulla base dei dati forniti da ogni Stato partecipante, è incaricato di allestire, aggiornare e diffondere una lista dei beni del patrimonio mondiale ritenuti di valore universale eccezionale e la cui salvaguardia è di interesse internazionale: la “World Heritage List” (WHL), la “Lista del Patrimonio Mondiale”.
Con il concetto di “Common Heritage of Mankind” - “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” – si fa riferimento al fatto che ogni cultura ha pari dignità e valore e costituisce parte integrante della cultura di tutti i popoli del mondo. La protezione dell’UNESCO non si estende a tutti i beni culturali, ma solo a quelli considerati di “eccezionale valore universale”: tale valore, di cui la Convenzione non riporta alcuna definizione, è la differenza che distingue un sito del patrimonio mondiale da uno di quello nazionale; esso è definito in base a specifici criteri riguardanti i siti iscrivibili nella World Heritage List.

La Lista del Patrimonio Mondiale

La World Heritage List contiene le più eccezionali testimonianze storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche e naturali del patrimonio culturale mondiale, che rappresentano le componenti fondamentali dell’identità dei luoghi. I siti scelti per costituire il Patrimonio Mondiale sono selezionati per le loro caratteristiche specifiche, che li rendono il miglior esempio possibile del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo.
Ad oggi (dicembre 2017), sono 1073 i siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità: 832 sono siti culturali, 206 sono siti naturali e 35 misti. L’Italia detiene attualmente il primato a livello mondiale con ben cinquantatré siti dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità, mentre la Sicilia con i suoi sette siti si pone al terzo posto, insieme al Veneto, tra le regioni d’Italia con maggior numero di siti UNESCO (dietro Toscana e Lombardia, rispettivamente con 8 e 10 siti).

La lista dell’Italia

(1979) Arte Rupestre della Valcamonica
(1980 e 1990) Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura*
(1980) La chiesa e il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie e il “Cenacolo” di Leonardo da Vinci (Milano)
(1982) Centro storico di Firenze
(1987) Venezia e la sua Laguna
(1987) Piazza del Duomo a Pisa
(1990) Centro storico di San Gimignano
(1993) I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera
(1994) La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto
(1995) Centro storico di Siena
(1995) Centro storico di Napoli
(1995) Crespi d’Adda
(1995) Ferrara, città del Rinascimento, e il Delta del Po
(1996) Castel del Monte
(1996) Trulli di Alberobello
(1996) Monumenti paleocristiani di Ravenna
(1996) Centro storico di Pienza
(1997) La Reggia di Caserta del XVIII secolo con il Parco, l’acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio
(1997) Residenze Sabaude
(1997) L’Orto Botanico di Padova
(1997) Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
(1997) Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
(1997) Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
(1997) Costiera Amalfitana
(1997) Area archeologica di Agrigento
(1997) La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina
(1997) Villaggio nuragico di Barumini
(1998) Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula
(1998) Centro storico di Urbino
(1998) Zona archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia
(1999) Villa Adriana (Tivoli)
(2000) Isole Eolie
(2000) Assisi, Basilica di San Francesco e altri siti francescani
(2000) Città di Verona
(2001) Villa d’Este (Tivoli)
(2002) Le città tardo barocche della Val di Noto (sud-est della Sicilia)
(2003) Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
(2004) Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
(2004) Val d’Orcia
(2005) Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica
(2006) Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli
(2008) Mantova e Sabbioneta
(2008) La ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina*
(2009) Dolomiti
(2011) I Longobardi in Italia. Luoghi di potere
(2011) Siti palafitticoli preistorici delle Alpi
(2013) Ville medicee
(2013) Monte Etna
(2014) Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato
(2015) Palermo Arabo-Normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
(2017) Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale
(2017) Foreste primordiali di faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

*siti transfrontalieri

Tutti i diritti riservati