Informazioni utili



Piazza Bellini, 1 - 90133 Palermo (PA)
Tel: +39 0916118168




Apertura al pubblico
Lunedì/Domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 (ultimo ingresso alle ore 12.00) e dalle ore 15.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30)

Per ulteriori informazioni ed eventuali aggiornamenti e modifiche relative agli orari di apertura del monumento, consultare il sito web dell’ente gestore:
www.amicimuseisiciliani.it




Biglietto singolo intero: € 2,50
Biglietto singolo ridotto: € 1,50 (insegnanti che accompagnano studenti in visita didattica, gruppi di almeno 10 persone, persone in possesso del biglietto del “Circuito del Sacro”)

Per ulteriori informazioni ed eventuali aggiornamenti e modifiche relative ai biglietti d’ingresso al monumento, consultare il sito web dell’ente gestore:
www.amicimuseisiciliani.it


Chiesa di San Cataldo

La chiesa di San Cataldo (1160 ca.) rappresenta un compiuto capolavoro architettonico, notevole esempio di elaborazione formale sincretica concepita da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. Essa costituiva la cappella di un complesso di edifici oggi scomparsi, appartenuti a Maione da Bari, Gran Cancelliere e successivamente Grande Ammiraglio del regno sotto re Guglielmo I, dal 1154 al 1160. L’edificio esternamente si presenta nella sua purezza volumetrica, animata da arcate cieche a rincasso che inquadrano le tre monofore aperte su ciascun lato. La sola abside maggiore è sporgente e alta quanto tutto l’edificio. Il coronamento della chiesa è costituito da una cimasa a traforo di tipo fatimide al di sopra della quale spiccano le tre cupolette che coprono la nave centrale, impostate su di un basso tamburo continuo in cui si aprono piccole finestre. L’interno rettangolare, vagamente centralizzante per la presenza di quattro colonne, è scandito dalle tre cupole che individuano le tre campate quadrate della navata centrale. Le brevi navatelle laterali sono coperte da volte a crociera. Le pareti nude, prive di qualsiasi decorazione, esaltano la nitidezza architettonica della chiesa, ingentilita dalle colonnine angolari del santuario e dagli archi a sesto acuto retti da colonne e capitelli dei quali alcuni di spoglio. A rendere ancor più preziosa la chiesetta contribuisce il pavimento in opus sectile: unico esempio dell’epoca di Guglielmo I, esso manifesta l’affermarsi della nuova corrente promossa da Ruggero II, assicurata dalla presenza di artigiani islamici capaci di interpretare in modo nuovo ed originale la tradizione orientale di matrice bizantina. La chiesa, oggi adibita ad uso esclusivamente turistico, dal 1937 appartiene all’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

(© Dossier di Candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List del sito seriale Palermo Arabo- Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, dicembre 2014)

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